11 Luglio 2006

La Generazione che sfidò la Storia



LaPaura è passata: vinta, battuta. Dietro la collina non c'è più nessuno.Australiani, Ucraini, Tedeschi e Francesi, non c'è più nessuno.
L' Italia è Campione del Mondo per la quarta volta nella sua Storia:Cannavaro come Zoff, Grosso come Tardelli, Toni come Rossi. Le nottidel Mundial 82 come prima più di prima. Per chi è nato dopo l'impresaspagnola, per chi Pertini è ancora una figura evanescente tra iricordi, una figura indistinta che tra la folla indistinta anch'essa sialza gioioso con i suoi occhiali scuri che paiono rossi nelle immaginid'epoca; Per chi Zoff sono due mani, una maglia di cotone grigia, unoscudetto e una coppa al cielo di un fermoimmagine sgranato e pastoso,per chi Tardelli è un urlo, per chi Italia - Germania è Campioni delmondo! Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!; per quella generazioneche a malapena ha vissuto gli strascichi della festa, che si è vistoportare via la notte magica di Italia 90, per chi ricorda il sole diPasadena e un codino; ma soprattutto per quella generazione dei rigoriche maledizione, della Francia che fortuna! dell'arbitro Moreno edell'acqua santa, dello sputo e del biscotto scandinavo, dello scandalocalcio e di Germania2006 chi se ne importa. La generazione che non hamai vissuto il sogno, che ha consumato le cassette di quelle Italia-Germania gloriose a forza di vederle, sforzandosi di immaginarecosa sia potuto essere ma che no, a impersonificarmi in quelle vecchiescene in bianco e nero non è proprio possibile senza la tarda notte del70, quella che un bambino sveglio alle tre sotto le coperte davanti aun televisore scassato che trasmette mezzevoci e mezzisussulti, che igenitori senno lo scoprono.
Tutto questo ce l'hanno solo raccontato, fino allo sfinimento fino allelacrime, ma no, non è la stessa cosa. E noi che si aspettava quelmomento per dire a chi l'aveva già vissuta, a chi ce lo rinfacciavaogni volta, che ora toccava a noi festeggiare, toccava a noi ricordarefino al vomito italiagermaniadueazero, che i supplementari sulla cordadella tensione li abbiamo vissuti anche noi, che Grosso è pure megliodi Tardelli, che è l'urlo della nostra generazione, che toccava noiurlare al cielo Campioni del Mondo!, che la coppa è nostra tra bandieree caroselli: via, si ripone negli armadi cassette consunte e consumate,Gigi Riva e Paolo Rossi, urli e coppe sbiadite, ricordi eparallellismi, perchè adesso è la nostra generazione a urlare gridareesultare; perchè adesso siamo a noi che ai nostri figli "IOc'ero" che Grosso chi se lo aspettava, che Cannavaro capitano muraglia,che Buffon ti para tutto, che Materazzi non fosse per lui non avremmoavuto la coppa, che Ah che tempi!. La nsotra generazione ha vissuto ilsogno, che responsabilità adesso continuare ad alimentarlo, perchè ilcalcio torni ad unire la nazione e il mondo - che neppure l'ONU ha cosìtanti stati - nella sofferenza e nella gioia, nella sua inafferrabileineffabile illogica logicità.
Chissà se se ne è resa conto questa Generazione.
Forse fra qualche anno, quando alzeremo lo sguardo a quella pagina de"La Repubblica" attaccata al muro, non i poster prefabricati eluccicosi con coppe ovunque e auree mistiche che avvolgono i giocatoritutti patinati della Gazzetta; quando vedremo quella prima pagina unpo' sbiadita e gialla, la foto di Cannavaro con la Coppa al cielo, unadata stamapata come fosse scolpita nel marmo, che tutto è registrato,che è avvenuto davvero, che non è solo un invenzione, un gioco diparole, chissà forse ci renderemo conto di aver sfidato la Storia.
E ne siamo usciti vincitori.

CAMPIONI DEL MONDO!

Così parlò Zarathustra (Berlino, 9 Luglio 2006)

UP AND DOWN TIVVU'






Inizia l'Estate e la tivvù dà il peggiomeglio di sè: ecco cosa va su e va giù:


UP come UPERIZZATORE

NOTTI MONDIALI
Nella sua crescente tristezza mediatica, Notti Mondiali si starivelando una fonte di divertimento non indifferente: complice l'oratarda la Banda Mazzocchi (i quattro Beppe di Lorenzago, il Tombolini eGiampi "la talpa me a so' magnata" Galeazzi) si lascia andare adesilarati esploit e inutilissimi collegamenti in qualsiasi parte dellaGermania, solo per assistere al povero giornalista di turno venireingoiato e digerito dalla folla festante.


RAI DIRE GOL (VEDI ALLA VOCE SKY DIRE GOL)
Unico rifugio al pattume televisivo e alle noisossime telecronachedei giornalisti rai. Divertenti e caustici nel prendere in giro inumerosi ospiti (più belle figliole che virili maschi, ovviamente),sono un punto di rifregerio assoluto, una breccia di buon umore che piùche mai in questi tempi è necessario.
Purtroppo il loro passaggio su Sky, priva noi radioascoltatori dinumerose gag su fotografie prese da internet e esilaranti replay,nonchè della visione delle belle (bellissime) figliole di cui sopra.
Ma alla fine ti immagini quello che succede e ti sbellichi lo stesso.
Il discreto fascino della Radio...


LA SUPERSTORIA
Iniziavamo sinceramente a sentirne la mancanza: Un programma diStoria e Storia della Satira, una graffiante docu-parodia che nonrisparmia niente e nessuno, riproponendo pezzi storici dell'età d'orodella satira televisiva: nostalgia e amarezza quando compaiono pezzi diTunnel (con i mitici Signoris, Cesena, Crozza e Dighero), dell'OttavoNano e del Caso Scafroglia; ma anche Pasolini, pezzi di vita vissutadegli Italiani "duri e puri" degli anni 60 . E la tristezza dilagaquando, a fine trasmissione, compare tra i vari programmi un pezzo diRaiot di Sabina Guzzanti; e sotto il titolo una scritta: inedito.

CORREVA L'ANNO
Per rimanere in tema, un bel programma di Storia, quest'oggiincentrtata tutta sulla figura di Giovanni Gentile, un intellettualefascista, certo ma pur sempre un grande intellettuale a anche se nonsembra, un grande uomo.
Come si fa a dire che la Storia è noiosa e non interessante?


LE CLIP DI NOTTI MONDIALI
è vero sono insulse e ci tormentano da Atene 2004 (chi ricorda iltormentone di Torino con lo sguardo Fusar Poli Margaglio inossessionante salsa western alzi al mano), ma alcune sono anche belle eemozionanti: brividi e lacrimoni in attesa di Italia - Germania.

ARCANA
Si pensava che dopo Voyajer e i suoi esilarati servizi sulparanormale tra una ricerca del Graal e qualche sornione e immancabilemembro del CICAP, picchi così alti di comicità non sarebbero piùtornati. Invece ecco Arcana, pseudo programa di Paranormale condotto datizio con la r moscia esagerata (degno sostituto dell'ectoplasmatico -nel senso che scompariva e riappariva ovunque - Roberto Giacobbo) cheapre ad una ad una tutte e sette le porte dello studio che conducono adaltri sette esilaranti servizi ed esperimenti paranormali.
Impossibile resistere al prete (uno dei sette saggi) in camicebianco da labratorio che sottoposto al classico piegamento delcucchiaino, non riuscendosi, recrimina: "non so perchè non ci sonorisucito"; oppure al commento del conduttore all'ultimo servizio: unaporta su cui campeggia l'urlo di Munch a sua detta: "Il simbolo supremodell'angoscia umana" che viene commentata con moniti e avvertimenti perle persone troppo sensibili e facilmente impressionabili (aiutato anchedalle provvidenziali e inquietanti sovraimpressioni). Il terribileesperimento si rivelerà un simapatico giochetto un po' pulp un po'trash dove c'è un mago che ingoia un pesce, un filo e un vermefacendoseli sbucare un po' ovunque.
Impagabile.

DOWN come DIN DON DOWN


SANDRO MAZZOLA
sarà pure brava a giocare a calcio, ma come commentatore tecnico èinascoltabile: commenti inutili e fuori luogo avulsi quasi sempre daqualsiasi avvenimento rale della partita vengono pronunciati aripetizione (il tormentone "L'importante è che ci provi") ogni treminuti; roba da far invidia al celeberrimo commentatore di FIFA 2000,di cui non ricordo il nome.

CREARTU'
Pedestre imitazione by TVR VOXON del celebre ART ATTACK: conl'unica differenza che il conduttore è vestito come un cretino ed èaccompagnato da una odiosa donzella che pur di rendere quantomenogiustificabile la sua presenza insulsa, se ne esce a ogni piè sospintocon consigli o giochi cretini (il più bello: durante la festa inmaschera, dopo essersi riconsociuti, iniziare a farsi delle boccaccie avicenda, roba che perfino il più demente dei bambini ti sputa infaccia) oppure leggendo orribii poesie spacciate per capolavori dellaletteratura italiana.
Nonostante ciò fa un po' pena dato che non se la caca nessuno,tantomeno il "Mago" di Creartù che risponde con luoghi comuni acasaccio tanto per renderla felice, ma si vede benissimo che non glienefrega una ceppa.


LA CORRENTE DEL GIOCO DI CONTI
Via con le imtazioni: non sapendo più quale stupida fraseinventarsi epr confermare le risposte ai QUIX, la Rai si inventa "Ildare corrente", mostruoso ibrido tra il milionario e l'eredità; tant'èche i concorrenti, confusi non sanno più che pesci prendere; uno se neè uscito così: "Si l'accend... no do la scossa, no aspè gli docorrente"
Risate in studio: contenti loro...

SEI FORTE MAESTRO 2
Must imprescindibile e incredibile fcition verità della fine deglianni 90 all'epoca della sua messa in onda, le stucchevoli vicende diEmilio (Solfrizzi) e dei suoi alunni complessati (oh ma ce ne fosse unoche si salva) rivelano tutta la loro tristezza grazie alla lororiproposizione su canale 5. Un minestrone inguardabile di stereotipi(il bidello napoletano, la direttrice dittatrice, il maestro ribelle ecompassionevole) e vero/falsi moralismi, sintesi del peggio del peggiodell' Italia alle soglie del nuovo millennio. Esialarnti poi i problemiin cui si invischiano i bambini di volta in volta (uno a puntata,ovviamente): dalla sindorme( o meglio, paura endemica) per i giochielettronici che stavano per decretare la fine della fantasia infantile(un bambino che gioca 24 su 24 a un gioco della play, credendolo conconvizione il suo migliore amico, e trattando male chiunque gli siopponga - povera goverante coreana compresa) alla bambina traumatizzatadalla morte del nonno e che ruba in una libreria per l'infanzia deilibri dai titoli inquietanti: Corso pratico di Spiritismo ol'esoterismo e i suoi simboli! (dite la verità, quella era la libreriadi Giacobbo, travestita da libreria per l'infanzia,c he se no non sispiega) tutto concorre a decretare la ridicolaggine di questa fiction,ormai puro trash d'avanguardia.
Aspettiamo al varco quella con Massimo Lopez...


Così parlò Zarathustra
 
27 Giugno 2006

Notte prima dell'esame




C'èchi pensa, o che si ostina a pensare che la Notte prima dell'esamedebbaessere quella in cui la tremarella ti attanaglia, non riesci adormire ein preda al panico ti metti a ripassare qualsiasi cosa,perfino leistruzioni del biglietto dell'autobus.
C'è chi pensa che Notte prima degli esami sia la canzone di Venditti, o il film di Brizzi.
C'èchi pensa, come me, che Notte prima dell'esame sia giocare abiliardino,un occhio su Olanda - Argentina, la pubblicità su Ballarò.
Poi arriva quella notte di mezz'esame di mezz'estate, che gli scritti gli ha passati, che gli orali saranno una passeggiata.
Etutto cambia: l'aria immobile della sera, calda, umida sventolatadallavoce rauca di un ventilatore da bancarella; lenzuolostropicciato, luceaccesa, pantaloncini e maglietta: tra le mani quellafoto un po' retrò,un po' clichè che parla i cinque anni.
Un sorriso lieve, buio, il fumo dell'ultima prima di andare a dormire, nel silenzio solo la voce rauca del vecchio ventilatore.
E la Notte passò.
Così parlò Zarathustra

La Talpa Scoperta




NottiMondiali, vigilia di Italia - Australia, Mazzola, Failla e Zucconiparlano della fantomatica "Talpa" che dovrebbe rivelare sottobanco laformazione dell'Italia.
La discussione si fa accesa, si dice che laTalpa sia stata scoperta.A questo punto Mazzocchi per alleggerire lasituazione in Germania, cambia campo e chiede a Bisteccone Galeazzi:"Giampiero che è successo alla talpa?"
Galezzi con non chalance: "La talpa me l'ha so' magnata!"
Impagabile.

Così parò Zarathustra
 
18 Giugno 2006

COI NOSTRI MAESTRI VINCEREMO!

 
03 Giugno 2006

UPLOAD




Holasciato il blog alla deriva in questi ultimi tempi, ma è ormaigiuntoil momento di un aggiornamento, di un UPLOAD, come si dice trainternauti: di cose ne sono successe, di cose ne stanno peravvenire,quindi ecco una carrellata di fatti "degni di nota".


I PRIMI PASSI DELLA SINISTRA
Abbiamo finalmente il nuovo governo e anche se i lavori sono a stento iniziati vale la pena fare qualche commento.
Aldilàdella polemica sulla spartizione delle poltrone, non priva di verità,lasquadra del Mister Prodi non mi pare priva di competenze e ottimi nomi.
Ma tra spacchettamenti e competenze c'è un immenso granellone a inceppare la macchina: Clemente Mastella.
Certoora se ne starà buono, ma Mastella alla Giustizia è come mettereBorghezio alle pari opportunità o Laura Biaggiotti alla Difesa.
D'altraparte Mastella dove lo metti lo metti fa danni e l'unico ministero ingrado di arginarlo non poteva essere che la Famiglia,tipicamente unministero Udeur.
Ma poi ce la vedete voi la Bindi alla Giustizia?
Mah...
Noncontenti i ministri ubriacati di potere (biosgna capirli non ci sonoabituati, e poi sono quasi tutte matricole) iniziano a sparare leggi einterventi come fossero a Capodanno.
Aldilà che molte delle propostesiano valide non toglie che non si può uscire così senza aver decisocol governo: altra carne sul fuoco per laDestra.
In compenso i conti pubblici sono un disastro.
Staremo a vedere.


ESAMI: -10
L'inquietante countdown che la Raida giorni (sarà partita da -90)trasmette incessantemente più che ricordarti l'inizio dei mondiali, tiricorda quello degli Esami.
La cosa più frustrante è che fra diecigiorni i professori, che ti conoscono se va male da tre anni, tigiudicheranno sulle stesse identiche cose su cui ti stanno giudicandoadesso: e questi poveri professori passano per dei pazzi che a distanzadi una decina di giorni rimettono in discussione ciò su cui si sono giàpronunciati dieci giorni prima.
Magie della burocrazia.
Nelfrattempo si mette in croce Fioroni per aver accorpato le tre provecausa referendum. Ora non dico che ci sia un po' di pregiudizio disinistra percui se lo avesse deciso la Moratti sarebbero scesi tutti inpiazza, però manco si può dare tutta la colpa a lui: chi ha deciso ladata del referendum, non poteva pensare che gli esami iniziano il 21giugno dal1923?


IL CODICE SVELATO
Sull'onda dei boicottaggi minacciati dalla Chiesa, io da buon cattolico, sono andato a vedere il film.
Oltreil fatto che sia un film mediocrissimo e che Tom Hanks faccia la figuradel merluzzo spettinato, la storia è così irreale (ma quante cose hafatto il custode prima di morire? sicuri che non si andato anche agliUffizzi a lasciare un anagramma di quindici frasi?) e piena di vaccateche non valeva affatto la pena di scladarsi tanto.
Da duemila annici propinano storie inventate per il puro diletto della mente e dellafantasia e ci veniamo a preoccupare ora di questo film/libro che sivede a dieci miglia di distanza che è pura invenzione? Se si èminaciato di boicottaggio il Codice da Vinci, con Indiana Jones el'ultima crociata che facciamo? mettiamo al rogo Harrison Ford ebolliamo in un calderone Spielberg? Mah, mistero della fede...


IO ME LE RAGAZZE
Ilperiodo più nero: con Chiara sembra essere andato tutto a monte(ultimotreno: la cena di dopodomani) e anche se andasse a buonfine la tuke hagià operato per me: a settembre, ormai è di moda, se ne vola in Americaper sei mesi.
E io, immerso in questo limbo depressivo, mi ritrovo abighellonare frustrato tra feste di compleanno e serate trash, aosservare con aria di vojerista le ragazze che conosco e che nonconosco.Unico risultato:fumo immensamente di più.
Sarà l'esempio(cattivo) che mi ha dato una di queste ragazze (che se ne accendeva unaogni nanosecondo) presenti alla festa, ma la cosa mi preccupa.
Speroche questa crisi depressiva passi alla svelta facendomi tornare suibinari giusti, ma poi penso che tra dieci giorni ci saranno gli esami emi deprimo ancora di più...


PARATE E CONTROPARATE, POLEMICHE E CONTROPOLEMICHE.
E basta trovare per ogni cosa una polemica! Pure sul 2 Giugno!
Parliamocichiaro è una festa sacrosanta e la parata si deve fare. Anche seeffettivamente a pensarci, quella sfilata di mezzi e uomini per via deiFori Imperiali riporta a ferite ancorarecenti(leggi:fascismo):tuttavia così come l' hanno fatta oggi vabenissimo. Niente più mezzi armati e la presenza delle forze civili(vigili del Fuoco protezione civile ecc) sono la formula giusta perfesteggiare degnamente la Repubblica e riconoscere alle nsotre forzearmate e Civili il nostro più sentito ringraziamento.
A proposito difesteggiamenti: tutti criticano la controparata pacifista .Io non citrovo neinte di male, non è polemica nei confrontidelle forze armate,ma nei confronti della guerra. E poi, è una festa? E ognuno festeggiacome vuole!

E siamo arrivati ad oggi: nella speranza di tenereaggiornato il blog nonostnate tutto (leggi: esami) e di darvi dellebuone notizie,che sarebbe pure ora, vi saluto!

Così parlò Zarathustra
 
05 Maggio 2006

Il dramma ineluttabile di Ulisse



Quando Fermi, alla proposta di Heiseberg di abbandonare l'esperimento sulla bomba ad idrogeno, risponde: "Eppure è un così belo esperimento", si rivela l'intrinseca volontà dell'uomo di conoscere.
A dispetto di quanto sostenuto da Schopenauer, la Volontà di Conoscenza è una volontà tanto forte e radicata nell'uomo da infrangere quella di Vivere; la mette da parte, la nasconde e la inibisce: la Volontà di Conoscenza è una condizione ineluttabile, un immenso volo teso all'infinito a cui non ci si può sottrarre, il fine primo e ultimo dell'Umanità.
Ma è un "folel volo" quello dell' "Uomo - Ulisse", un balzo votato a morte certa, destinato ad infrangersi contro l'invisibile muro della caducità umana.
Viene a crearsi, così, in un fatale gioco dialettico uno scontro tra ineluttabilità che non prevede sintesi: da una parte Ulisse, alla ricerca della Conoscenza, e dunque di se stesso, dall'altra la morte, il Fato, Dio che rendono vana questa ricerca.
In questo scontro impari, Ulisse, che mai ne uscirà vincitore, realizza se stesso, giacchè non il raggiungimento della meta , la Conoscenza, ma l'avvicinarsi ad essa, la ricerca stessa consente questa realizzazione.
Ad Ulisse basta vedere la "Montagna Bruna", basta la consapevolezza di essersi avvicinato, la speranza del reggiungimento.
Ma la montagna è un eidolon, una meta fasulla, un'immagine: il Progresso è dunque una illusione, una illusione di cui l'uomo, l'Ulisse, si nutre avidamente.
Tuttavia la distanza non è variata: non c'è differenza tra l'osso-utensile/arma e l'astronave, come ci dimostra la spettacolare ellissi di 2001:Odissea nello spazio.
Lo scienziato s'affanna nel concretizzare questa ricerca, grida al successo quando questa diventa realtà, ma questa concretizzazione è l'ennesima illusione mascherata, necessaria per alimentare l' eidolon del Progresso.
E' dunque tutto un rincorrersi di mere illusioni, in un tira e molla privo di senso, un affannarsi inutile di fronte all'ineluttabilità della morte.
La sfida della scienza è già persa in partenza, un vano tentativo di alleviare tramite la sofferenza la sofferenza stessa che permea l'Universo, in un paradosso ancestrale che pone l'uomo di fronte alla sua impotenza nei confronti delle leggi della Natura.
Così l'uomo diventa Ulisse e trasforma il divieto in scelta, i limiti ineludibili on colonne da valicare in nome della Conoscenza, il dolore e la sofferenza, e quindi la morte, in ricerca, in scienza.
Inutilmente i Kant e i Pascal dell' Umanità tentano di svelare all'uomo ciò che non vuol vedere; Come Dedalo sono inascoltati: Icaro continuerà a volare verso il Sole, verso l'Infinito.

Così parlò Zarathustra
 
04 Maggio 2006

Benvenuti a Intercettopoli!



Erano gli anni ruggenti di 007 e del KGB, l'avvento dell'era glaciale tra USA e URSS; gli anni dello spionaggio e del controspionaggio, del contro-controspionaggio e del contro-contro-controspionaggio; dei gadgets e delle figone da spiaggia, dei geni del male in carrozzella e dei razzi nucleari nascosti nelle basi segrete delle Filippine.
Tutti sospettatono di tutti e impazza la più grande moda-mania degli ultimi 50 anni. Prima del Boom, prima del consumismo, prima dei Status Symbol: le cosiddette cimici, le microspie nascoste in ogni dove, nei telefoni, nei citofoni, nei tacchi delle scarpe.
Ora a distanza di quasi vent'anni dal disgelo, l'Italia risvegliatasi dal sonno criogenico, riscopre il magico mondo delle interecettazioni: tutti parlano con tutti e tutti vengono intercettati.
Da Storace a Moggi il marcio d'Italia si fa via telefonino: ma la giustizia, sempre all'erta è pronta ad acchiapparli: la folla in visibilio, i giornali in delirio,le forze dell' ordine gongolano.
Si, ma è leggittimo?
Non fraintendetemi, sono grato alla giustizia per aver svelato questi orridi altarini e per aver reso l'Italia più pulita, con meno furbetti del quartiere in giro.
Ma tornando alla domanda, è leggittimo tutto ciò?
A rincarare la dose ci pensa un film, manna dal cielo per i complittisti di tutto il mondo, Listening che ci propone un mondo in cui ogni singola persona viene interecettata da Echelon, la cimice definitiva.
Finzione, certo, ma il tema è comunque inquietante: il rischio è che le conversazioni, isolate e decontestualizzate, vengano fraintese, o peggio, strumentalizzate.
E in un mondo in cui basta andare su Ebay per comprarsi una cimice, questa facilità di strumentalizzazione, non solo inquieta, ma angoscia e preoccupa.
E tutto ciò non può che richiamare alla mente lo scenario apocalittico di 1984, di Orwell: Tutti controllati, nessuno al sicuro.
Fantapolitica a rischio di contretizzazione?
Tutta questa esplosione di intercettazioni è pura coincidenza o è la punta di un iceberg più grande, capace di mandare a picco un'intera classe dirigente?
Un nuovo scandalo ci attende, uno scandalo fatto di pezzi di conversazioni e non di prove certe?
E la tanto sbandierata Privacy?
Domande, domande, domande e neanche una risposta.
Ma forse è meglio così, non sapere nulla, bearci della nostra ignoranza.
Nel dubbio:
Benvenuti a Intercettopoli!

Così parlò Zarathustra
 
24 Aprile 2006

L' Oscar della parrocchia



Ho seguito con grande attenzione la "notte" dei David di Donatello; quelli, per i non addetti ai lavori, che vengono sbandierati a destra e manca come gli Oscar nostrani, per intenderci.
Ora tutti, ma proprio tutti, sono mossi da moto d'orgoglio quando si parla di David di Donatello, come se il suddetto premio fosse il riconoscimento supremo del cinema mondiale.
E sarebbe un atteggiamento buono, anzi ottimo, perchè se ci crediamo così tanto finiamo per convincere anche gli altri. Ma questo spirito patriottico per essere veramente fruttuoso per il nostro cinema, dovrebbe essere accompagnato da una attenzione speciale e da una cura maniacale dell'evento.
La Notte degli Oscar è un evento perchè è anch'esso spettacolo e non una semplice cerimonia del quartiere: conduttori d'eccezione, ospiti da capogiro, intervalli comici, drammatici, sentimentali, una suspance spasmodica al momento di aprire la busta e leggere il nome del vincitore; tutte cose che contribuiscono a rendere l'Oscar un evento, mediatico, certo, ma pur sempre un evento seguito da tutto il mondo, del cinema e non. Gli Oscar, fanno pubblicità al Cinema, seppur indiretamente, e non è poco.
In Italia no, è tutto il contrario: conduttori presi a caso dall'elenco telefonico, ospiti ( tra cui molti autorevoli anziani) costretti a correre su e giù sulle scale a causa del pochissimo tempo messo a disposizione dalla regia, per ricevere e consegnare premi, che a stento riescono a dire due parole; i poveri artisti costretti a considera i canonici e sacrosanti ringraziamenti come se fossero già stati detti, per risparmiare tempo, ospiti da due soldi che stanno poco più di 30 secondi sul palco (quest'anno per dire: "ti spiezzo in due" a tutti gli Italiani), celebrazioni del centenario e del cinquantenario trattate come in una inutile perdita di tempo; lettere aperte alla velocità del suono e declamate a quella della luce.
Lettere fra l'altro sigillate con una ceralacca misto a colla isolante, col risultato che l'apertura delle lettere sembra una gara di Giochi senza Frontiere della Terza Età. E infineil colpo di grazia: la trasmissione in chiaro in differita alle 23 e 50: roba che l'ho visto io e altri tre povei impiegati che soffrono di insonnia.
Insomma il palco del David sembra indianapolis e lo spettacolo, in compenso, è zero.
Una cerimonia sventolata e salutata come un evento importantissimo (come effettivamente è) è stata trasformata in una noiossisima ninnananna per i Nottambuli, una squallida formalità da rispettare in tutta fretta.
A parole un evento, nei fatti l'Oscar della parrocchietta.

Così parlò Zarathustra

Il ritorno dei Mostri

Una delle cose belle di andare a vedere i film nelle case degli altri, è trovare film che non ti aspetti: piccole chicche, rarità o capolavori perduti si nascondono tra le videoteche di ognuno.
Casa di mia zia, poi è una miniera: essendo regista, poi, si è sicuri che quello che si trova sia sempre un ottimo film.
Questa sera è toccato a I Mostri del grande Dino Risi con Ugo Tognazzi e Vittorio Gasman.
Film di venti episodi brevi, espone uan galleria di "atroci" personaggi, dei veri e propri mostri, delineando un'affresco a tratti feroce, a tratti superficiale e barzellettistico dell'Italiano degli anni del boom, gli anni 60.
La cosa più inquietante, e preoccupante, è che l'Italiano era e continua ad essere un mostro.
Lungi da me di fare di tutta l'erba un fascio, ma i vari (ri)tratti delineati da Risi sono attualissimi e ben riconoscibili nell'Italia odierna.
Anzi, a ben vedere notiamo quanto in realtà siamo peggiorati: la recessione economica, l'inflazione, il berlusconismo, i media ci hanno trasformati in mostri ben più inquietanti, accentuando quelle caratterstiche già in nuce ( o faremmo meglio a dire ex) nelle generazioni del Boom: la truffa, la menzogna, la furbizia, lo snobbismo, l'arrivismo, la demagogia e l'ipocrisia negli ultimi venti anni sono esplosi delineando un quadro ben poco rassicurante.
Dal borghese incurante dei mali del mondo, al politico ipocrita e demagogo che con abili trucchetti riesce a salvare baracca e burattini pur mantenendosi coerente(?) moralmente, passando per la mania della spettacolarizzazione della tragedia, il prete che predica bene ma razzola male e il padre che insegna al figlio la furbizia e l'imbroglio, tutto ci suggerisce come sia, purtroppo questione di carattere e che il mostro in noi era solo andato in letargo e non frutto di una satira esagerata e moralista.
Se era riso amaro quello suscitato dai grandi Gasman e Tognazzi, ora solo il pianto ci accompagna.
Perchè sono tornati i Mostri: e sono affamati.

Così parlò Zarthustra
 
23 Aprile 2006

Tremate, arriva: SNAKES ON A PLANE!

Per chi pensasse che i bei tempi dei B-movie al cinema fossero finiti, oppure che la nuova era del b-movie fosse esclusivamente dedicata ai film tratti da videogiochi (gli indimenticabili House o f the deads e Alone in the Dark Di Uwe Boll e il recentisimo Doom) è in arrivo un culto del b-airthriler:

Sto parlando dell'improponibile

SNAKES ON A PLANE



Diretto da David R. Ellis e interpretato da Samuel L. Jackson
si propone come il b-movie definitivo:

In america è giù un culto prima dell'uscita: migliaia di gadget non ufficiali, finti trailer, parodie, forum, blog stanno invadendo la rete e il termine "snakes on a plane" viene utilizzato dagli internauti per indicare qualcosa di senza senso al limite del ridicolo.

La trama è la seguente: Un killer deciso a fare fuori un importante testimone scortato dal Nostro (Mace windu), piuttosto che sparagli alla prima occasione, decie di liberare centinaia di serpenti velenosi nell'aereo di linea su cui sta viaggiando.
Preparatevi a piloti decapitati dai serpenti e frasi memorabili ("Enough is Enough!", "I want these motherfucking snakes off the motherfucking plane!") e al tripudio del miglior peggiore b-movie d'azione.
Già vincitore del "The best worst film of 2006" promosso dal Wired Magazin nonostante non sia ancora uscito nemmeno in america (il nome e la trama bastano) Snakes on a Plane farà la sua comparsa in Italia a Settembre.

Tremate!









La mitica maglietta che gira su internet!



I trailer parodia li trovate qui:http://www.youtube.com/watch?v=CSudn9n0d_k

L'esilarante trailer (vero) è disponibille qui
http://www.tagworld.com/snakesonaplane#

Attenzione, potrebbero esserci dei serpenti sul vostro fottutissimo aereo!
E ricordate questo film si chiama Snakes On a Plane, perchè Samuel L. Jackson ha detto così!

Così parlò Zarathustra
Tags: snakes plane

Eterno ritorno?

E così sono tornato. Avevo lasciato giovani perchè non mi rispecchiava più, eppure sono tornato. Non so dire se è solo nostalgia o reale bisogno, se il periodo filosofico - maturo sia stata una spocchiosa parentesi o è stato un periodo importante per me.
Forse sono destinato ad un eterno ritorno nitzschiano, oppure è un mero gioco dialettico: fatto sta che questo spazio mi mancava e sono felice di essere tornato.
La scommessa è sempre la stessa: sfogarmi senza maschere, essere me stesso di fronte all'anominato della massa internauta.
O forse è tutta questione di immagine, un bisogno di apparire, di rendermi visibile.
Qualunque sia stato il motivo che mi ha ricondotto qui spero di riuscire atrovare il giusto equilibrio.
Ci riprovo, si ricomincia da capo.
Per l'eternità?

Così parlo Zarathustra
 

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